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Amici del Castagneto Matildico di Marola

 Via Seminario, 12 42033 Carpineti – Località Marola (Reggio Emilia)

Il bosco è a libera fruizione
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Il Castagneto

Esteso su circa 60 ettari e situato a oltre 800 metri di altitudine, il Castagneto Matildico di Marola è strettamente legato alla figura medioevale di Matilde di Canossa. Oggi il Castagneto ospita circa 400 castagni secolari appartenenti a 12 diverse varietà e continua a essere un luogo da vivere e visitare, grazie all’impegno dell’associazione Amici del Castagneto Matildico di Marola.

Le radici storiche

Il Castagneto Matildico di Marola affonda le sue radici nell’XI secolo, quando Matilde di Canossa avviò un’importante opera di ampliamento e valorizzazione di un preesistente bosco di castagni.
Nel Medioevo questa pianta era conosciuta come albero del pane e costituiva una risorsa fondamentale per il sostentamento delle comunità montane. I suoi frutti, infatti, venivano essiccati, trasformati in farina e utilizzati in alternativa al grano, che in montagna cresceva con maggiore difficoltà.
Con la fondazione dell’Abbazia accanto al Castagneto, tra il 1076 e il 1092, i monaci benedettini contribuirono alla crescita del Castagneto perfezionando le tecniche di coltivazione, innesto e gestione del bosco.
Venne coniato persino un criterio agronomico, il sesto d’impianto matildico, secondo cui le piante di castagno venivano disposte ai vertici di triangoli sfalsati a una distanza di circa 10 metri, consentendo ai rami di respirare e di sfruttare l’erba del sottobosco come pascolo per le greggi.

Il progetto di recupero

Dopo un lungo periodo di abbandono, il Castagneto è oggi al centro di un progetto di recupero che coinvolge l’associazione Amici del Castagneto Matildico, con il sostegno di enti pubblici, professionisti e altre realtà del territorio.
Gli interventi riguardano la cura delle piante storiche, il contenimento della vegetazione infestante, la manutenzione dei percorsi, la conservazione del paesaggio e la valorizzazione dell’intero complesso storico.
L’obiettivo del progetto è di ridare questo luogo alla comunità da vivere durante tutto l’anno.

L'Abbazia

L’Abbazia di Marola è uno dei più significativi esempi di architettura romanica dell’Appennino Reggiano. La chiesa conserva l’impianto originario, caratterizzato dalla semplice facciata a capanna, dalla bifora centrale e dall’abside decorata con archetti pensili, elementi che riflettono la sobrietà dell’architettura del tempo.

Accanto alla chiesa si sviluppa l’antico complesso, nato come monastero con annesso ospedale destinato all’accoglienza dei pellegrini. Nel 1600 l’edificio fu trasformato in residenza estiva nobiliare e vennero realizzate quattro torri angolari, delle quali due sono ancora oggi visibili.

Nel 1824 il duca di Modena e Reggio, Francesco IV d’Asburgo-Este, donò il complesso alla Diocesi, che vi istituì il Seminario Vescovile per la Montagna. Da allora, questo luogo è stato per generazioni un centro di formazione religiosa e culturale, contribuendo alla crescita di sacerdoti e uomini di cultura e offrendo anche alle giovani generazioni della montagna la possibilità di accedere all’istruzione.

Oggi ospita il Centro Diocesano di Spiritualità e Cultura, mantenendo viva la sua vocazione di luogo dedicato alla spiritualità, alla formazione e alla vita comunitaria.